#Voce alle vittime: La storia di Claudia

 

Buonsalve cari lettori!

 

Oggi vi propongo un altra testimonianza di una vittima di bullismo.

Le parole che mi ha mandato questa ragazza mi hanno davvero colpita,perciò ho deciso di pubblicarle cosi come sono.

Ovviamente,soltanto il suo nome sarà cambiato per ragioni di privacy.

 

Grazie cara Claudia di aver condiviso con noi la tua esperienza,non è facile superare queste cose,ma parlarne e sfogarsi è il primo passo!

 

 

Ciao!
Ho letto i numerosi articoli su wordpress dove parlate del bullismo e incitate ragazzi vittime di bullismo a parlarne e a raccotare la loro storia.
Io vorrei raccontarti la mia, anche se potrebbe sembrare una storia come le altre io vorrei comunque condividerla con voi perchè ha segnato tutta la mia vita.

Io ho scoperto sulla mia pelle che cos’è il bullismo quando ho iniziato ad andare alle scuole medie.
Da piccola, soprattutto alle elementari io ero sempre molto aperta e disponibile.
Ero amica di tutti.

Quando sono entrata alle medie le cose hanno iniziato a cambiare radicalmente.
Venivo sempre presa in giro ed emarginata, non solo da tutti i miei compagni di classe ma anche da una buona parte della scuola.
Non ho mai capito i reali motivi di questi atteggiamenti nei miei confronti e sinceramente non pensavo di meritarmeli.
Facevo tantissime assenza a scuola fingendo di stare male la mattina per rimanere a casa, perchè ogni volta che mi presentavo a scuola c’era sempre qualcuno che imprecava sul mio arrivo e se ne lamentava.
Sono arrivata al punto che pregavo mia madre di non mandarmi a scuola piangendo anche se non volevo mai spiegarle che il motivo era questo.
Rimanevo sempre a casa, nonostante avessi un paio di amici ci riunivamo sempre a casa mia, perchè io cercavo sempre di non uscire di casa; avevo troppa paura di incontrare qualcuno della scuola per strada.
Tutto questo ha dato inizio a tutti i miei problemi nel socializzare con altre persone.
E in periodi brutti come quando ho perso mia zia per un tumore quando aveva solo 42 anni io ero completamente da sola, e anche in quel caso nessuno ha avuto la gentilezza di dirmi che gli dispiaceva per me.
Ci stavo così male che ho addirittura pensato di buttarmi giù dal balcone di casa di mia nonna che abita al quarto piano (fortunatamente non ho mai trovato il coraggio).
Dopo aver fatto gli esami di terza media mi sono messa a cercare il liceo in base alle persone che conoscevo, ho scelto la scuola dove ero sicura che non fosse andato nessuno dei miei compagni e che non avrei potuto incontrarli.

Andando al liceo classico però ho trovato un ambiente non molto gradevole, e ho deciso di cambiare scuola al secondo anno, e mi sono iscritta al liceo artistico in un’altra città.
La situazione però non è migliorata, perchè ho trovato una classe di ragazzi stupidi che mi prendeva in giro per il colore dei miei capelli e per i miei gusti riguardo la musica e il mio modo di essere.
Ho dovuto cambiare tre classi prima di poterne trovare una in terzo anno dove vi erano dei ragazzi socievoli e per certi versi anche molto simili a me.
Avevamo delle esperienze in comune, noi ci definivamo “gli scartini delle medie” che hanno finito per ritrovarsi tutti insieme nella stessa classe.
Eppure nonostante questo io ho passato più di un anno chiusa in me stessa senza sbilanciarmi ed entrare in confidenza con qualcuno, perchè anche se non venivo più presa in giro ormai io associavo la mia sofferenza emotiva all’ambiente scolastico e spesso mi venivano ansie e attacchi di panico, motivo per cui facevo sempre moltissime assenze e rischiavo la bocciatura.
Nell’ultimo anno del liceo ho iniziato a buttare fuori tutte le cose che avevo represso e tenuto per me in tutti quegli anni e scoppiavo a piangere istericamente spesso anche senza un motivo.
Nonostante ero finalmente in una bella classe e trovato anche un fidanzato non avevo superato e cicatrizzato le mie ferite, e mi veniva difficile conoscere persone nuove, a volte mi sentivo a disagio con i miei stessi amici.

I miei genitori erano preoccupati per me e così ho iniziato ad andare da una psicologa molto brava che mi aiutava a capire come migliorare me stessa e i miei problemi.
Sono stata in terapia per circa un anno in cui ho avuto molti alti e bassi.
Quando è finita la scuola e ho preso il diploma per me è stata come una liberazione.
Ero solo felice di non dover tornare mai più a scuola e sono come rifiorita, non ho più avuto bisogno neanche della psicologa.
Adesso a volte ho ancora un po’ di soggezione nel fare amicizia o conoscere nuove persone e certe volte ho qualche ricaduta e scoppio a piangere, ma credo di stare meglio.

Spero solo di potermi liberare del tutto di questi miei fantasmi.
Vorrei tanto che tutti coloro che alle medie si divertivano sulle mie lacrime sapessero quanto mi sono costati in tutti questi anni e della fatica che sto facendo per tirarmene fuori emotivamente.
Mi piacerebbe che nessuno fosse costretto a passare tutte queste cose perchè è una cosa tremenda vivere con questi pesi nel cuore.

 

3 thoughts on “#Voce alle vittime: La storia di Claudia

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