#Voce alle vittime: La storia di Rebecca e Dina

#Voce alle vittime

 

 

Oggi voglio proporvi la storia di una nostra collega blogger,madre di una splendida ragazzina di quindici anni,che purtroppo è stata vittima di bullismo.

 

Vi lascio a ciò che Dina ha condiviso con noi su ciò che ha affrontato assieme alla figlia.

Una cosa molto importante è non lasciare mai soli i figli durante queste situazioni.

 


 

La storia di Rebecca.

 

Rebecca è dislessica.
Ha quindici anni. Frequenta il primo anno di Moda.
Il percorso scolastico, per lei, non è mai stato facile.
Da sempre. Purtroppo!
Quest’anno è stato particolarmente complicato.
Alcune ragazze, inizialmente, l’hanno presa di mira.
Quando lei utilizzava le mappe per le verifiche, le dicevano” Che furba! Beata te che sei dislessica!”.
Lei si sentiva molto in difetto.
Nel frattempo, inoltre, il suo disagio derivava anche dal fatto di aver iniziato una scuola, senza nessuna compagna delle medie. Un nuovo e lungo percorso dal paese, alla città, in bus.
Tutte le difficoltà sommate, hanno creato in lei, molta ansia.
A scuola, veniva lasciata in disparte.
Le veniva anche detto” Ma cosa vuoi? Dobbiamo parlare delle nostre cose”.
Lei è una persona allegra, spontanea, istintiva.
Vive di emozioni.
Anzi, forse è più corretto dire che lei è emozione.
È sensibile e buona. È un libro aperto. Le piace ridere.
Ma i continui attacchi, stavano penetrando come ombre, fagocitando, la sua anima luminosa.
E più le interrogazioni orali, andavano bene, e maggiormente veniva isolata.
Mi diceva “ Mamma, ho l’ansia. Non mi vogliono. Mi prendono in giro perché uso anche la calcolatrice e la tavola pitagorica”.
E piangeva. Sempre più frequentemente.
Si è reso necessario portarla dalla psicologa.
Io e suo papà eravamo molto preoccupati.
Ha fatto tre colloqui.
Nel frattempo ho parlato con la sua insegnante, responsabile dei Dsa. Ha ascoltato. Ha capito. Mi ha detto di quanto Rebecca fosse entusiasta della scuola. Di aver intuito quanto fosse sensibile. Con le lacrime agli occhi, mi ha detto che avrebbe sostenuto mia figlia e l’avrebbe aiutata a superare quella delicata fase.
Nel mentre, Rebecca, ha maturato il fatto di aver ottime potenzialità. Di valere.
La leader del gruppo “ anti-Rebecca”, ha iniziato a prendere di mira anche altre ragazze.
Insieme, hanno fatto da scudo.
Si son sentite più forti.
Reby ha rafforzato la sua autostima.
Non si vergogna delle sue mappe.
Non ha più l’ansia.
Anzi, va a scuola molto volentieri.
È contenta.
Ora ha molte amiche.
Mi dice” Sai mamma. Mi cercano. Vogliono stare con me. Perché si rilassano e si divertono. Quanto sono felice!”.
Ha trovato insegnanti eccezionali.
Ha addirittura sempre più voglia di studiare e di ottenere buoni risultati.
S’impegna molto.
Spesso esclama “ Ho scelto proprio una bella scuola”.
Chi l’avrebbe mai detto?

Dina ( la mamma )

5 thoughts on “#Voce alle vittime: La storia di Rebecca e Dina

  1. È bello leggere che anche gli adulti, soprattutto loro, si sono impegnati per aiutare questa ragazza in difficoltà: mi auguro che da ciò riescano a prendere anche altri esempio.

  2. Grazie per questo spazio, Vale!
    Condividere situazioni così particolari, ha un doppio effetto balsamico.
    Fa bene a chi racconta, fa bene a chi legge.
    Perché non ci si sente soli. Perché se ne può uscire. Perché non bisogna vergognarsi di parlarne.
    Mai.
    Grazie ancora a nome mio e di Rebecca.

  3. Thanks Liz! It’stotally worth it ! 🙂

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