Bullismo: “Ho deciso di combatterlo scrivendo.”

Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi.
(Da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

 

 

Ciao a tutti, lettori!

Mi chiamo Alfonso e ho sedici anni da poco compiuti. Mi trovo su questo blog su invito di Valentina Grassi, che mi ha contattato e mi ha chiesto se potevo scrivere un articolo sul bullismo. Appena ho letto il messaggio ho risposto di si. Ho risposto sì poiché il bullismo è un tema che mi sta molto a cuore. Mi sta a cuore perché io ho subito bullismo, sia verbale che fisico, dalle scuole elementari fino alle scuole medie. In questo articolo, però, non parlerò delle diverse forme di bullismo e di cosa si tratta, poiché su questo blog ci sono numerosi articoli al riguardo e numerosi consigli su come superarlo, ma vi parlerò del perché ho deciso di scrivere un romanzo che parla di questo tema e per quale scopo.
I miei consigli principali, però, sono:
denuncia;
• non sottostare alla cattiveria altrui;
• racconta ad un adulto quello che accade nella tua classe;
• non rimanere in silenzio;
• non cambiare scuola e di conseguenza sviare dalla risoluzione del problema. Se cambi scuola non è detto che le cose miglioreranno: peggioreranno sicuramente;
• fatti aiutare, anche da specialisti. Non avere paura e pregiudizi su questi ultimi;
• non farti intimidire dalle minacce: il bullismo è punibile penalmente.

 

 

 

Ho trascorso a causa del bullismo un periodo bruttissimo, molto faticoso e difficile da superare. Ciò che più mi faceva stare male, però, non erano le botte ma le parole. Le parole, secondo me, sono “macigni che gravano su anime”. Le parole non sono solamente astratti segni grafici; le parole sono soprattutto pensieri, persone, oggetti, animali, emozioni… forme di espressione che utilizziamo migliaia di volte al giorno, nei nostri discorsi. Troppo spesso, però, usiamo le parole senza riflettere sul loro significato, senza pensare che potrebbero ferire la persone con cui parliamo.
“Le parole sono macigni che schiacciano anime”; le parole, quindi, hanno anche loro un peso. Questo peso, in determinate circostanze, può essere molto elevato, e dette al momento sbagliato, le parole possono ferire l’interlocutore. Dobbiamo, quindi, imparare a pesare le parole, a non essere avventati quando parliamo, ma a metterci “nei panni” della persona che ci sta accanto e cercare di non ferirla ulteriormente.

Vi propongo, quindi, una serie di citazioni sulle parole:

Le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l’oratore trascina l’uditorio con sé e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente.                                                (Sigmund Freud)

Le parole sono pallide ombre di nomi dimenticati. Come i nomi hanno potere, le parole hanno potere. Le parole possono accendere fuochi nelle menti degli uomini. Le parole possono far uscire lacrime dai cuori più duri.                            (Patrick Rothfuss)

Le parole sono il diavolo, noi lì a credere di lasciarci uscire dalla bocca solo quelle che ci convengono e, tutt’a un tratto, ce n’è una che s’intrufola, non abbiamo visto da dove sia spuntata, nessuno l’aveva chiamata, e, a causa di quella parola, che non di rado avremo poi difficoltà a ricordare, la rotta della conversazione cambia bruscamente quadrante, ci mettiamo ad affermare ciò che prima negavamo, o viceversa.
        (José Saramago)

Come possiamo intenderci se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e il valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?
         (Luigi Pirandello)

La ferita provocata da una parola non guarisce. (Proverbio africano)

Le parole sono pietre. (Carlo Levi)

La prima tragedia della vita sono le azioni, la seconda le parole. Le parole, forse, sono la peggiore.                                  Le parole sono spietate (Oscar Wilde)

Badate al senso, e le parole andranno a posto per conto proprio.
(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, 1865)

Nessuno, mai, riesce a dare l’esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
(Gustave Flaubert, Madame Bovary, 1856)

Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.
(Buddha)

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
     (Emily Dickinson)

 


 

Dopo anni che ho subito bullismo, dopo diversi anni di inerzia, ho deciso finalmente di ribellarmi e parlare di questo tema attraverso la stesura di un romanzo. Perché ho deciso di iniziare a scrivere un romanzo che ha come tema il bullismo? Ecco a voi la mia risposta…: arriva un momento, nella vita, in cui sorge la necessità di sfogare i propri sentimenti, le proprie paure, di raccontare le proprie battaglie perse, ad una persona. Maschio o femmina che sia, conosciuta o sconosciuta, reale o virtuale, si ha la forte necessità di sfogarci con qualcuno che sia pronto ad ascoltarci senza pregiudizi e senza preconcetti.
Quando, però, non si conosce nessuna persona a cui affidare i propri segreti, le proprie emozioni, in poche parole la propria  anima, non ci si può sfogare. Rimanere con questo nodo in gola, però, ci fa stare male, ci fa soffrire sempre ulteriormente. Si rimugina sempre sul passato e non si riesce a guardare con ottimismo il presente, non si riesce a dare uno sguardo al futuro, alla vita… Non si riesce a trovare nessuna corda che ci tiri fuori dall’abisso.
Il motivo principale per il quale sto scrivendo un romanzo è, quindi, proprio questo. Non ho una persona fidata a cui confessare le mie emozioni. Non ho un modo con cui sfogare la mia tristezza e la mia rabbia.
Non ho una persona pronta ad ascoltarmi. Non ho nessuno, e non ho trovato miglior modo per sfogarmi se non scrivendo. Scrivendo e scrivendo tutto quello che mi passa per la mente, la causa della mia tristezza e della mia sfiducia nella società odierna. Un società in cui la diversità è anormalità. Una società in cui non mi rispecchio. Una società nella quale dilaga la criminalità e soprattutto la cattiveria. Una società nella quale senza furbizia non si riesce a concludere, per la maggior parte almeno, nulla.
Scrivere del mio passato, di quello che ho subito, non sarà semplice. Non sarà facile riportare alla mente quei tanti brutti ricordi che, ancora oggi, al solo pensiero, mi fanno stare male. Riportarli alla luce sarà un compito difficile. Molto difficile… Ma voglio svolgere questo compito nel miglior modo possibile poiché voglio finalmente dire basta al mio passato. Voglio dire sì al mio presente! Voglio vivere ogni giorno con il sorriso sulle labbra. Voglio essere felice!
Il secondo motivo per il quale sto scrivendo questo libro è che voglio cercare di aiutare e soprattutto appoggiare, nelle mie possibilità, tutte quelle ragazze e tutti quei ragazzi che hanno subito o stanno subendo bullismo. Voglio far diffondere un messaggio molto importante: non siete voi il problema! Non lasciatevi abbattere dagli altri, dai giudizi e dalle critiche delle persone. Ma siate forti, prendete la vostra vita in mano e andate avanti per la vostra strada, nonostante tutto e tutti!
Ho deciso di scrivere un romanzo sul bullismo in seguito a delle affermazioni da parte di persone a me conosciute:  “Io ho subito così tante cose che mi sarei dovuta uccidere più di una volta.” “Io avrei reagito diversamente.” “I miei problemi! I miei problemi… sì che sono gravi.”
Il bullismo è un fenomeno molto attuale e importante! Importante per la sua grandezza e gravità! Non c’è scuola in cui non è diffuso! Il bullismo va contrastato! E bisogna sapere della sua esistenza! Non possiamo stare con le mani in mano e giudicare, ma dobbiamo fare veramente qualcosa per risolvere questo problema!                                         Dobbiamo farlo!

 


 

“Ciao, ciao a tutti! Ciao anche a te che stai leggendo questo libro, se mi permetti di darti del tu. Mi presento: mi chiamo Francesco, ho 15 anni da poco compiuti e mi trovo in coma da ben un mese. Sì, proprio in coma, non hai letto male… Abito in un’accogliente e caldo ospedale costruito di recente nella periferia del mio paese. Dirai che non è un buon posto, ma a me piace. Il letto è comodo, abbastanza morbido per le mie esigenze, così come il mangiare che mi danno: mi iniettano due flebo al giorno per tenermi in vita. […]”
Il protagonista del mio romanzo sarà Francesco. Francesco è un ragazzo di quindici anni che, dopo aver provato a suicidarsi a causa del bullismo, è entrato in coma. Riuscirà a salvarsi? Questo non si sa, almeno fino a quando non leggerete il libro…

 

 

 

 


 

Quest’oggi colgo la parola alla fine,per presentarvi l’autore di questo articolo che ci fa riflettere sul bullismo e ci presenta il piccolo grande progetto di questo giovane che dovrebbe ispirare tutti noi a reagire alla violenza.

 

Spazio autore: 

QUI trovate il blog di Alfonso! Dove parla della sua passione per la lettura,scrittura e storia.

Mentre QUI trovate il suo contatto Instagram.

 

 

 

 

 

One thought on “Bullismo: “Ho deciso di combatterlo scrivendo.”

  1. Sei un diamante grezzo, Alfonso ed hai le potenzialità per fare della scrittura anche un lavoro, se è o sarà tra i tuoi desideri. Ovviamente è un parere completamente personale.

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